COMUNICATO DEL COMITATO NO GUERRA NO
NATO
SULLA SITUAZIONE ATTUALE
Siamo
in stato di guerra, impegnati su due fronti che di giorno in giorno divengono
sempre più incandescenti e pericolosi.
Accusando la Russia di «destabilizzare l’ordine della sicurezza europea», la
Nato sotto comando Usa ha riaperto il fronte orientale, trascinandoci in una
nuova guerra fredda, per certi versi più pericolosa della precedente, voluta
soprattutto da Washington per spezzare i rapporti Russia-Ue dannosi per gli
interessi statunitensi.
Mentre
gli Usa quadruplicano i finanziamenti per accrescere le loro forze militari in
Europa, viene deciso di rafforzare la presenza militare «avanzata» della Nato
nell’Europa orientale. La Nato – dopo aver inglobato tutti i paesi dell’ex
Patto di Varsavia, tre della ex Jugoslavia e tre della ex Urss – prosegue la
sua espansione a Est, preparando l’ingresso di Georgia e Ucraina (questa di
fatto già nella Nato), spostando basi e forze, anche nucleari, sempre più a
ridosso della Russia.
Tale
strategia rappresenta anche una crescente minaccia per la democrazia in Europa.
L’Ucraina, dove le formazioni neonaziste sono state usate dalla Nato nel
putsch di piazza Maidan, è
divenuta il centro
di reclutamento di neonazisti da tutta Europa, i quali, una volta addestrati da
istruttori Usa della 173a divisione aviotrasportata trasferiti qui da Vicenza,
vengono fatti rientrare nei loro paesi con il «lasciapassare» del passaporto
ucraino. Si creano in tal modo le basi di una organizzazione paramilitare
segreta tipo «Gladio».
Usa
e Nato preparano altre operazioni sul fronte meridionale, strettamente connesso
a quello orientale. Dopo aver finto per anni di combattere l’Isis e altri
gruppi, rifornendoli segretamente di armi attraverso la Turchia, gli Usa e
alleati chiedono ora un cessate il fuoco per «ragioni umanitarie». Ciò perché
le forze governative siriane, sostenute dalla Russia, stanno liberando
crescenti parti del territorio occupate da Isis e altre formazioni, che
arretrano anche in Iraq.
Allo
stesso tempo la Nato rafforza il sostegno militare alla Turchia, che con
l’Arabia Saudita mira a occupare una fascia di territorio siriano nella zona di
confine. A tale scopo la Nato, con la motivazione ufficiale di controllare il
flusso di profughi (frutto delle guerre Usa/Nato), dispiega nell’Egeo le navi
da guerra del Secondo gruppo navale permanente, che
ha appena concluso una serie di operazioni con la marina turca. Per lo
stesso scopo, vengono inviati anche aerei radar Awacs, centri di comando
volanti per la gestione del campo di battaglia.
Nello stesso quadro strategico rientra l’operazione, formalmente «a guida
italiana», che la coalizione a guida Usa si prepara a lanciare in Libia,
per occupare le zone costiere economicamente e strategicamente più
importanti, con la motivazione ufficiale di liberarle dai terroristi dell’Isis.
Si prepara così un’altra guerra Usa/Nato, dopo Iraq 1991, Jugoslavia 1999,
Afghanistan 2001, Iraq 2003, Libia 2011, Siria dal 2013, accompagnate dalla
formazione dell’Isis e altri gruppi terroristi funzionali alla stessa
strategia.
Tale
operazione è stata concordata dagli Stati uniti non con l’Unione europea,
inesistente su questo piano come soggetto unitario, ma singolarmente con le
maggiori potenze europee, soprattutto Francia, Gran Bretagna e Germania.
Potenze che, in concorrenza tra loro e con gli Usa, si uniscono quando entrano
in gioco gli interessi fondamentali.
Oggi
22 dei 28 paesi della Ue, con oltre il 90% della popolazione dell’Unione, fanno
parte della Nato, riconosciuta dalla Ue quale «fondamento della difesa
collettiva». Sempre sotto comando Usa: il Comandante supremo alleato in Europa
è nominato dal Presidente degli Stati uniti e sono in mano agli Usa tutti gli altri
comandi chiave della Nato.
Va
ricordato a tale proposito l’orientamento strategico enunciato da
Washington al momento dello scioglimento del Patto di Varsavia e della
disgregazione dell’Urss: «Gli Stati uniti rimangono il solo Stato con una
forza, una portata e un'influenza in ogni dimensione – politica, economica e
militare – realmente globali. Non esiste alcun sostituto alla leadership
americana. Fondamentale è preservare la Nato quale canale della influenza e
partecipazione statunitensi negli affari europei, impedendo la creazione di
dispositivi unicamente europei che minerebbero la struttura di comando
dell'Alleanza».
Non
si può pensare di costruire una Europa diversa, senza liberarci dal dominio e
dall’influenza che gli Usa esercitano sull’Europa direttamente e tramite la
Nato.
Anche
perché l’avanzata Usa/Nato ad Est e a Sud già coinvolge la regione
Asia/Pacifico, mirando alla Cina, riavvinatasi alla Russia. È il tentativo
estremo degli Stati uniti e delle altre potenze occidentali di mantenere la
supremazia economica, politica e militare, in un mondo nel quale l’1% più ricco
della popolazione possiede oltre la metà della ricchezza globale, ma nel quale
emergono nuovi soggetti sociali e statuali che premono per un nuovo ordine
economico mondiale.
Questa
strategia aggressiva ha provocato un forte aumento della spesa militare
mondiale, trainata da quella Usa, che è risalita in termini reali ai livelli
della guerra fredda: circa 5 miliardi di dollari al giorno. La spesa militare
italiana, al 12° posto mondiale, ammonta a circa 85 milioni al giorno. Un
enorme spreco di risorse, sottratte ai bisogni vitali dell’umanità.
In
tale quadro, particolarmente grave è la posizione dell’Italia che, imprigionata
nella rete di basi Usa e di basi Nato sempre sotto comando Usa, è stata
trasformata in ponte di lancio delle guerre Usa/Nato sui fronti orientale e
meridionale. Per di più, violando il Trattato di non-proliferazione, l’Italia
viene usata come base avanzata delle forze nucleari statunitensi in Europa, che
stanno per essere potenziate con lo schieramento delle bombe B61-12 per il
first strike nucleare.
Per
uscire da questa spirale di guerra dagli esiti catastrofici, è fondamentale
costruire un vasto e forte movimento per l’uscita dell’Italia dalla Nato, per
un’Italia libera dalla presenza delle basi militari statunitensi e di ogni
altra base straniera, per un’Italia sovrana e neutrale, per una politica estera
basata sull’Articolo 11 della Costituzione, per una nuova Europa indipendente
che contribuisca a relazioni internazionali improntate alla pace, al rispetto
reciproco, alla giustizia economica e sociale.
Roma,
20 febbraio 2016
Vedi
Campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO per un’Italia
neutrale
https://www.change.org/p/la-pace-ha-bisogno-di-te-sostieni-la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale